La criminalità organizzata ha completato la sua trasformazione. Se un tempo il salto di qualità si faceva con il traffico internazionale, oggi passa per l’accesso abusivo ai sistemi informatici. La tecnologia nelle mani sbagliate è diventata l’arma più redditizia e silenziosa dei clan moderni.
Già vent’anni fa partecipavo a un convegno dove un alto funzionario del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria lanciava un allarme inascoltato. Segnalava come alcuni mafiosi entravano in carcere come semplici “picciotti” ed uscivano, grazie ai laboratori di informatica interni, come tecnici specializzati a spese dello Stato, pronti a far fare un salto di qualità tecnologico alla propria organizzazione.
Oggi, 16 marzo 2026, la cronaca ci sbatte in faccia quella realtà. Il colpo inferto al clan Mazzarella con 16 arresti a Napoli dimostra che quel timore era fondato. Non siamo più di fronte solo a intimidazioni di strada, ma a una vera e propria struttura criminale digitale capace di svuotare conti correnti attraverso tecniche sofisticate.
L’inchiesta della DDA ha svelato un sistema coordinato che integra perfettamente il core business mafioso con le nuove tecnologie.
- Utilizzo di phishing e telefonate ingannevoli per sottrarre credenziali bancarie a migliaia di cittadini.
- Creazione di interfacce web identiche a quelle ufficiali delle banche per ingannare anche gli utenti più esperti.
- I proventi delle frodi informatiche servivano direttamente a finanziare le casse del sodalizio e l’acquisto di armi.
Questa operazione conferma che la criminalità organizzata ha completato la sua trasformazione. Se un tempo il salto di qualità si faceva con il traffico internazionale, oggi passa per l’accesso abusivo ai sistemi informatici. La tecnologia nelle mani sbagliate è diventata l’arma più redditizia e silenziosa dei clan moderni.




















