Israele, Iran ed Emirati Arabi Uniti sono oggi i paesi in prima linea nel conflitto cibernetico globale. Dall’inizio della guerra tra Usa, Israele e Iran lo scorso 28 febbraio, si sono già registrati 1.245 attacchi cyber condotti da 99 diversi attori, con Israele che guida la classifica per numero di offensive subite.
Non è un conflitto geograficamente limitato. Le imprese italiane ed europee sono esposte a causa della profonda dipendenza dai provider tecnologici e delle fragilità intrinseche nelle catene di fornitura globali. L’IA sta riscrivendo le tattiche di ingaggio. Se da un lato automatizza attacchi e malware capaci di evolvere autonomamente, dall’altro rappresenta l’unico scudo tecnologico in grado di processare minacce in tempo reale e neutralizzare vulnerabilità prima che vengano sfruttate. La sicurezza informatica ha smesso di essere un perimetro tecnico per diventare il baricentro della stabilità geopolitica.




















