Le recenti dichiarazioni del Direttore dell’Agenzia delle Entrate tracciano un confine netto e rassicurante sul futuro della nostra amministrazione finanziaria. Nonostante l’adozione di tecnologie avanzate la linea ufficiale rimane categorica perché l’intelligenza artificiale non verrà mai utilizzata per emettere autonomamente avvisi di accertamento. Questa posizione trova un solido fondamento nel quadro normativo europeo e nazionale che impone limiti precisi alla delega tecnologica.
Il principio cardine emerge dall’Articolo 22 del GDPR che sancisce il diritto di ogni cittadino a non essere sottoposto a decisioni basate esclusivamente su trattamenti automatizzati che producano effetti giuridici significativi. Tale tutela viene oggi rafforzata dal nuovo Regolamento Europeo sull’IA (AI Act) che classifica i sistemi utilizzati nell’amministrazione della giustizia e nei servizi pubblici essenziali come ad alto rischio. Queste norme impongono una costante supervisione umana e vietano che la macchina si sostituisca al funzionario nella valutazione finale del merito.




















