L’Italia si prepara a fronteggiare una nuova ondata di operazioni di disinformazione collegate alla Russia.
Con l’avvicinarsi delle prossime elezioni politiche, l’uso dell’Intelligenza Artificiale rende la disinformazione politica sempre più economica, rapida e difficile da individuare.
A Roma, la preoccupazione si sta spostando dai tradizionali attacchi informatici a una minaccia ibrida molto più ampia: deepfake, siti di notizie cloni, video manipolati e campagne di influenza coordinate mirate a sfruttare le divisioni politiche e a minare la fiducia nelle istituzioni.
Perché questa minaccia è cruciale per l’Italia?
L’Italia è già stata esposta a contenuti politici fabbricati ad hoc, mentre diversi casi europei dimostrano che l’IA sta ampliando pericolosamente il kit degli strumenti a disposizione per le interferenze straniere.
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Video fake mirati: Hanno iniziato a circolare online video manipolati che vedono protagonista la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, inclusi filmati contraffatti che la ritraggono insieme al Presidente ucraino Volodymyr Zelensky o, in un altro caso, mentre lancia elogi a un comandante russo.
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Strategie ibride: Tecniche simili sono apparse in tutta Europa, combinando siti di informazione clonati, contenuti sintetici e una distribuzione coordinata sui social media. Le autorità italiane considerano ormai le operazioni cyber e di disinformazione come pilastri centrali della strategia ibrida di Mosca.
L’evoluzione tecnologica: dai bot ai contenuti sintetici
Il “playbook” non è del tutto nuovo: operazioni di influenza riconducibili alla Russia erano già emerse attorno alle elezioni politiche italiane del 2018, sfruttando narrazioni favorevoli al Cremlino all’interno dell’ecosistema informativo nazionale.
Ciò che è cambiato radicalmente è la tecnologia:
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Generazione su scala: L’Intelligenza Artificiale può ora produrre audio e video estremamente realistici su vasta scala.
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Siti web ingannevoli: I portali di disinformazione imitano alla perfezione i marchi di testate giornalistiche storiche e consolidate.
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Costi ridotti e volumi elevati: Si abbassano drasticamente i costi di produzione di materiale credibile, aumentando a dismisura il lavoro di monitoraggio richiesto ad autorità, piattaforme tech e testate giornalistiche.
Un esempio europeo recente si è visto in Germania durante le elezioni federali con l’operazione “Doppelgänger”, basata su siti fake somiglianti a testate come Der Spiegel e alimentata da contenuti generati dall’IA.
Il panorama della cybersicurezza in Italia: i dati dell’ACN
La minaccia non si limita alle dichiarazioni fittizie dei politici. Le “notizie” generate dall’IA imitano il giornalismo legittimo, rendendo difficile per gli utenti risalire alla fonte originale.
Nel frattempo, l’infrastruttura cibernetica nazionale è sotto pressione:
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L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) ha lanciato l’allarme sulle attività legate all’intelligence straniera russa (SVR) e a gruppi di cyber spionaggio noti come Berserk Bear, Energetic Bear, Crouching Yeti, Dragonfly, Ghost Blizzard e Static Tundra.
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Nei primi sei mesi dell’anno, l’ACN ha registrato 2.171 attacchi informatici, mentre l’Osservatorio Cyber Crime stima in 2,5 miliardi i record di dati esposti sul dark web.
Cosa monitorare: la convergenza tra attacchi e manipolazione
La grande sfida per la sicurezza nazionale risiede nella convergenza tra attacchi informatici e manipolazione informativa.
L’IA aggiunge un livello inedito a una strategia consolidata: non si tratta più solo di violare le istituzioni o sottrarre dati, ma di inondare il dibattito politico con materiale sintetico in grado di circolare alla velocità della luce.
Per l’Italia, la prossima battaglia per la sicurezza elettorale si giocherà tanto sugli schermi dei cittadini quanto all’interno delle reti governative.




















