L’impatto dell’Intelligenza Artificiale sulle frodi online
Gli strumenti di intelligenza artificiale stanno rendendo i cybercrimini più rapidi ed efficaci, secondo Neal Jetton in una intervista rilasciata a POLITICO, affermando come anche persone senza conoscenza tecnica siano in grado di commettere crimini.
L’Unione Europea ha stimato che ogni anno l’insieme dei cybercrimini ammonta a 5,5 trilioni di €.
Il boom del Phishing-as-a-Service
Tra gli strumenti maggiormente utilizzati troviamo i cosiddetti “phishing-as-a-service” kit che permettono ai truffatori di creare una campagna di phishing senza possedere particolari skills.
“La cosa sorprendente è che questi strumenti permettono anche a dei principianti di essere in grado di commettere frodi su larga scala.”
I gruppi cybercriminali coinvolti in frodi e cybercrimini stanno aumentando, in quanto possono superare aspetti tecnici, in parte usando strumenti IA.
Sempre secondo Neal Jetton, l’Interpol ha rilevato come nel mese di marzo siano aumentati i profitti per i cybercrimini di 4,5 volte in più rispetto ai tradizionali metodi.
L’Interpol è coinvolta nella lotta a questi nuovi reati su scala globale, al fianco del Regno Unito, Francia, Germania e Italia per colpire i truffatori che spesso svolgono le loro azioni verso un vasto numero di persone.
I chatbot permettono alle persone di rendere le truffe molto più credibili, con e-mail personalizzate o creando deepfakes commettendo frodi che valgono miliardi.
Inoltre Neal Jetton ha anche ricordato come in una recente riunione di “alto livello con autorevoli CISO”, a cui ha partecipato, come “tutti parlassero di questi temi con una particolare attenzione.”
Strumenti come Mythos possano accelerare la capacità degli hacker di entrare nei software, pur non essendo progettati per creare nuovi tipi di crimine.
“Quello che abbiamo visto è semmai che l’IA ha moltiplicato e reso più aggressive certe tipologie di crimini che già esistevano.”
La risposta geopolitica e il ruolo dell’Interpol
L’Interpol prevede la partecipazione di 196 Paesi membri compresi Russia, Cina, Iran paesi da cui provengono alcune degli attacchi più rilevanti.
Tuttavia la sua unità cyber non include il contrasto ad azioni sponsorizzate da Stati e si concentra sull’assistere le forze di polizia nazionali tramite arresti e rinforzando le capacità.
Jetton ha infine concluso ricordando come le polizie europee abbiano recentemente fatto 200 arresti in una operazione velocemente conclusa quest’anno che riguardava truffe cyber provenienti dal Medio Oriente.






















