Il Pentagono, secondo quanto riportato dal sito Politico, sta valutando l’adozione di modelli AI avanzati con capacità di hacking a scopo bellico.
A quanto risulta da una email riportata dal giornale statunitense appena citato e ad altre fonti anonime, Anthropic Claude Mythos potrebbe figurare tra le piattaforme scelte a tale scopo dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.
Mythos, oggi disponibile in una versione di anteprima riservata (Preview), viene descritto come un modello general-purpose, ovvero in grado di svolgere un ampio ventaglio di compiti.
Lo strumento, reso disponibile all’inizio di aprile, è considerato estremamente efficace nel contesto della cybersecurity, tanto da essere ancora esclusivo a una ristretta cerchia di aziende ed enti fidati per evitare potenziali abusi.
Anthropic e il governo USA: un rapporto in bilico tra amore e odio
Sul piano istituzionale, il Pentagono non dovrebbe usare apertamente Mythos Preview, perché ha classificato Anthropic come un rischio per la catena di fornitura. Di conseguenza, in teoria, il divieto varrebbe anche per i contractor del Dipartimento della Difesa.
Il contrasto tra la compagnia e il governo USA ha portato a una causa legale ancora pendente, avviata dalla stessa Anthropic lo scorso mese di marzo, dopo la decisione di bloccare l’utilizzo governativo degli strumenti legati all’azienda. Nonostante un rapporto tutt’altro che semplice, le due parti sembrano comunque in procinto di avvicinarsi nuovamente e appianare i contrasti attuali.
La Task Force dell’U.S. Cyber Command e della NSA
Secondo la testata giornalistica, da inizio maggio Joshua Rudd (a capo dell’U.S. Cyber Command e direttore della NSA), avrebbe preparato una task force il cui scopo è proprio capire come impiegare in modo sicuro i modelli AI più avanzati in tutte le attività del Pentagono.
In un certo senso, il progetto governativo è paragonabile a quanto sta già avvenendo con il piano Glasswing attuato da Anthropic. Il programma in questione prevede il test della versione Preview di Mythos su un numero ristretto di aziende, circa 40. Di queste, almeno al momento, è reso noto il nome solo di una dozzina.
Curiosamente, tra i nomi finora noti non compare la National Security Agency. Stando ad alcune fonti autorevoli, come Axios, l’ente avrebbe già ottenuto accesso al modello e starebbe già testando le sue enormi potenzialità.
L’Intelligenza Artificiale come Arma Cibernetica: Difesa e Offesa
A rendere ancora più contorti i rapporti tra Anthropic e la Casa Bianca vi sarebbe un articolo del Wall Street Journal pubblicato qualche settimana fa. Nel testo, viene riportato come la stessa amministrazione Trump sia stata coinvolta in modo attivo nel rilascio di Mythos e come questa abbia chiesto di limitare l’accesso delle aziende a Glasswing. In origine, a quanto pare, le compagnie che avrebbero dovuto testare la versione Preview del modello sarebbero dovute essere 70.
Per Politico, la task force potrebbe andare oltre la semplice difesa e includere l’utilizzo dei modelli AI come potenziale arma cibernetica, con un particolare focus per quanto concerne l’hacking.
Secondo Charles Moore, ex vice comandante del Cyber Command statunitense, l’AI sta diventando uno strumento indispensabile nella guerra informatica moderna.
Grazie a questi sistemi è possibile individuare le minacce con grande rapidità, stabilire quali vulnerabilità affrontare per prime e prendere decisioni in tempi molto più brevi rispetto al passato. Ciò si traduce in una gestione di operazioni cyber, siano esse difensive o offensive, con maggiore velocità nei confronti degli avversari.




















