Le violazioni informatiche nel settore delle criptovalute hanno letteralmente cancellato miliardi di dollari di valore dal 2025 in poi, con alcune intrusioni massicce subite dalle piattaforme più importanti del settore.
Per comprendere meglio i numeri legati a tali attacchi, basti considerare che l’hack di Bybit da solo ha subìto perdite stimate intorno ai 1,5 miliardi di dollari, risultando l’offensiva più devastante di questo genere.
Un’analisi realizzata dal sito visualcapitalist.com in collaborazione con Inigo, ha portato a una lista completa con quelle che, ad oggi, sono le dieci violazioni riguardanti le criptovalute più dannose di sempre.
Eccole in ordine decrescente per ammontare del denaro sottratto:
- Bybit – 1,5 miliardi di dollari – 21 febbraio 2025;
- KelpDAO – 292 milioni di dollari – 18 aprile 2026;
- Drift Trade – $285 milioni di dollari– 1 aprile 2026;
- Cetus – $223 milioni – 22 maggio 2025;
- Balancer – $128 milioni – 3 novembre 2025;
- Bitget – $100 milioni – 20 aprile 2025;
- Nobitex – $90 milioni – 18 giugno 2025;
- Phemex – $85 milioni – 23 gennaio 2025;
- UPCX – $70 milioni – 1 aprile 2025;
- Infini – $50 milioni – 24 febbraio 2025.
Come è facile notare, la violazione di Bybit del febbraio 2025 è entrata nella storia come il più grande hack di criptovalute mai registrato nell’intera industria finanziaria digitale.
I cybercriminali coinvolti hanno compromesso la workstation di uno sviluppatore di terze parti e hanno inserito segretamente un codice malevolo nel processo fondamentale di transazione blockchain.
La manipolazione, molto sofisticata, ha fatto apparire legittimo un trasferimento finanziario, mentre i fondi venivano in realtà instradati a wallet controllati direttamente dagli hacker.
Criptovalute nel mirino dei cybercriminali: i numeri da capogiro
Al secondo posto di questa classifica c’è il caso KelpDAO, con rubati il 18 aprile 2026, risultando anche l’attacco più recente tra quelli indicati.
Al terzo posto Drift Trade ha subito una perdita enorme di ben 285 milioni di dollari il 1 aprile 2026, seguito mano a mano da tutte le altre operazioni, fino a Infini, con i suoi 50 milioni di dollari sottratti indebitamente a inizio 2025.
Le fonti utilizzate per stilare questa classifica (The Block, Yahoo Finance, Binance e Chainalysis) hanno fornito dati aggiornati al 30 aprile 2026. Le informazioni si basano sul valore degli asset crittografici persi in seguito agli hack, anche se in alcuni casi è stato poi parzialmente recuperato dalle autorità.
Ogni operazione dei cybercriminali è caratterizzata da un modus operandi leggermente diverso.
L’offensiva ai danni di KelpDAO, per esempio, ha visto gli attaccanti compromettere un sistema di terze parti utilizzato per verificare le transazioni tra blockchain diverse in modo sicuro. La violazione ha permesso agli hacker di simulare un deposito di collaterale e attivare il rilascio di circa 292 milioni di dollari in asset crittografici che non erano effettivamente garantiti da riserve reali.
Nell’hack di Drift Trade, i cybercriminali hanno utilizzato una strategia che includeva ingegneria sociale per ottenere accesso privilegiato alla piattaforma finanziaria decentralizzata. Una volta all’interno del sistema, gli hacker hanno creato un token falso, manipolando il suo valore per farlo apparire legittimo agli occhi degli oracoli di prezzo e lo hanno utilizzato come collaterale per prendere in prestito circa 285 milioni di dollari in asset crittografici reali, nonostante il collaterale fosse di fatto senza valore economico.
Come prevenire il furto di criptovalute?
Molti dei più grandi hack di criptovalute avvenuti dal 2025 sono stati causati da debolezze critiche nei sistemi e nelle infrastrutture di terze parti connesse alle piattaforme.
L’attacco a KelpDAO, ad esempio, ha evidenziato come le lacune di sicurezza tra piattaforme e partner esterni possano creare opportunità pericolose per gli attaccanti, specialmente quando le transazioni critiche non richiedono un numero sufficiente di passaggi di verifica aggiuntivi.
Non solo: la recente ondata di attacchi sottolinea anche l’importanza crescente del rilevamento delle minacce on-chain in tempo reale, dei controlli di sicurezza automatizzati oltre a una supervisione più rigorosa delle attività che coinvolgono i partner commerciali esterni.
Secondo gli esperti di Chainalysis, gli hacker più esperti in questo settore sono quelli nordcoreani. Gli stessi, a quanto pare, hanno infatti sottratto da soli ben 2,02 miliardi di dollari in criptovalute nel 2025, con un aumento del 51% rispetto a quanto fatto registrare l’anno precedente.






















