Il suggerimento più utile è quello di agire prima possibile e interrompere qualsiasi filo di contatto con l’aggressore
L’aumento delle minacce e i segnali di compromissione
I progressi dell’intelligenza artificiale negli ultimi anni hanno contribuito a un incremento significativo delle minacce informatiche. Nel solo 2025 si sono registrati fino a 2.200 attacchi cyber al giorno. In seguito a violazioni su larga scala, le credenziali compromesse finiscono spesso nel dark web, dove vengono messe in vendita.
Sebbene esistano strumenti in grado di verificare se i propri dati siano stati esposti online, non tutte le violazioni colpiscono grandi organizzazioni o aziende tecnologiche. Molti attacchi prendono di mira utenti comuni, più inclini a cliccare su link malevoli incorporati in e-mail o a scaricare file infetti da malware.
Le prime ore successive dalla compromissione risultano decisive e fondamentali. Indicatori tipici di un attacco includono rallentamenti improvvisi del dispositivo, comportamenti anomali del sistema, comparsa di file sconosciuti e attività sospette su account online o carte di pagamento. In presenza di tali sintomi è necessario individuare la minaccia, identificare i componenti compromessi, eliminare il codice malevolo e ripristinare l’integrità del sistema. Di seguito verranno elencate le 5 azioni da effettuare per mettere in sicurezza i device.
1. Isolare immediatamente il dispositivo dalla rete
Se si sospetta una compromissione, la prima azione da intraprendere è interrompere ogni connessione a Internet del dispositivo coinvolto. Finché il sistema rimane connesso, il malware può continuare a trasmettere dati ai server di comando e controllo di chi mette in opera l’attacco cyber, consentendo successivamente, anche l’esecuzione remota di operazioni.
Gli hacker fanno spesso ricorso a software di accesso remoto come AnyDesk o TeamViewer per ottenere il controllo del bersaglio. Se tali applicazioni risultano attive senza autorizzazione, è necessario arrestarle forzatamente per limitare l’accesso così da limitare anche i potenziali danni che possono essere subiti.
Nel caso di connessione cablata, scollegare il cavo Ethernet. In caso si adoperasse il Wi-Fi, disattivare la rete e, su smartphone, interrompere i dati mobili, eventualmente, attivando la modalità aereo e disabilitare il Bluetooth, poiché alcune varianti di malware possono propagarsi ai dispositivi periferici o sfruttare connessioni wireless secondarie. L’obiettivo finale è isolare completamente il sistema compromesso.
2. Bloccare immediatamente la carta di credito
In presenza di transazioni non autorizzate o attività sospette sulla carta di credito, occorre procedere senza indugio al blocco dello strumento di pagamento. Contattare l’istituto emittente per richiederne la disattivazione e l’emissione di una nuova carta. Le operazioni già contabilizzate devono essere formalmente contestate: la maggior parte degli istituti bancari dispone di procedure di rimborso di addebiti fraudolenti.
Se si teme che i dati personali possano essere utilizzati per l’apertura di nuove linee di credito, è opportuno richiedere un blocco preventivo (credit freeze), che impedisce l’emissione di ulteriori strumenti finanziari a proprio nome.
In alcuni casi, l’ente emittente individua autonomamente le operazioni sospette e avvisa il titolare. Anche in tale circostanza, è consigliabile richiedere il blocco immediato della carta e la spedizione di una nuova al proprio indirizzo. Le prime ore sono cruciali per limitare le perdite economiche e prevenire ulteriori utilizzi fraudolenti.
Infine, è opportuno segnalare l’accaduto alle autorità competenti in materia di reati informatici, così da ottenere tutela legale e facilitare eventuali richieste di rimborso o risarcimento.
3. Modificare le password e attivare l’autenticazione a più fattori
Se l’attacco ha comportato la compromissione di credenziali online, il passo successivo è la modifica immediata di tutte le password. L’operazione deve essere effettuata da un dispositivo sicuro e non compromesso.
È fondamentale adottare password completamente nuove e differenti tra loro: il riutilizzo delle credenziali aumenta il rischio di compromissioni a catena su più servizi. Dopo l’aggiornamento delle password, è fortemente raccomandata l’attivazione dell’autenticazione a più fattori (MFA), preferibilmente tramite applicazioni di autenticazione o chiavi hardware di sicurezza. In assenza di alternative, può essere utilizzato l’SMS come secondo fattore.
Occorre inoltre verificare che l’attaccante non abbia aggiunto metodi di recupero account alternativi, come indirizzi e-mail o numeri di telefono sconosciuti. Tali elementi devono essere rimossi immediatamente per impedire accessi futuri non autorizzati.
Nel caso in cui un account e-mail non sia immediatamente recuperabile, è prudente dissociarlo temporaneamente da servizi bancari, profili social e piattaforme online per evitare ulteriori compromissioni.
4. Eseguire una scansione completa del sistema
Dopo aver messo in sicurezza strumenti finanziari e account, è necessario procedere con un’analisi approfondita del dispositivo compromesso. I tempi possono variare in base alla complessità dell’infezione.
La maggior parte dei sistemi operativi integra strumenti di protezione nativi, come Windows Security (noto anche come Microsoft Defender) su Windows e XProtect su macOS. Alcuni consentono scansioni manuali complete, mentre altri operano prevalentemente in background.
Su PC Windows è consigliabile avviare una scansione completa tramite Windows Security. Su macOS e Android può essere utile ricorrere a soluzioni di terze parti affidabili come Norton, Avast o AVG.
Le minacce individuate vengono generalmente poste in quarantena automaticamente; in caso contrario, è possibile procedere alla rimozione manuale dei file infetti. Per maggiore sicurezza, è buona prassi effettuare una seconda scansione completa per verificare l’eliminazione definitiva del malware.
5. Nei casi più gravi, ripristinare il sistema operativa
Nei casi più complessi, soprattutto in presenza di minacce avanzate o persistenti che eludono i software antivirus, può rendersi necessario un ripristino completo del sistema (factory reset).
Se, nonostante ripetute scansioni, continuano a comparire applicazioni sconosciute o processi anomali in background, una reinstallazione del sistema operativo rappresenta spesso l’unica soluzione definitiva.
Il principale svantaggio del ripristino è la perdita totale dei dati. Tuttavia, è possibile salvare in sicurezza file personali quali fotografie, video e documenti, che presentano un rischio di infezione inferiore e quindi una o compromissione “inferiore” rispetto a file eseguibili come “.exe”, “.bat”, “.msi” o “.pkg”.
Prima di effettuare il backup su delle unità esterne, è indispensabile sottoporre i file ad una scansione con un sistema di antivirus aggiornato. Dopo il reset o la reinstallazione del sistema operativo, dovranno essere ripristinati esclusivamente i file personali precedentemente verificati.
È sconsigliato utilizzare back-up automatici creati dopo la compromissione, poiché potrebbero reintrodurre il malware nel sistema, bisogna pertanto inserire i dati manualmente salvati che abbiano subito dei controlli ulteriori così da poter essere reinseriti nuovamente nel nuovo sistema operativo.






















