Droni autonomi e Intelligenza Artificiale: il test ALMA apre il dibattito

DRONI SCALEOUT SYSTEMS

A gennaio 2026, durante un test, un piccolo drone ha individuato in modo autonomo diversi oggetti su un poligono innevato in Svezia, classificando un veicolo corazzato da genio come il bersaglio più importante e lo ha raggiunto con l’intento di sganciare esplosivo fittizio sull’obiettivo.

Sommario

Nessun operatore ha scelto l’obiettivo o impartito comandi durante la fase operativa. Il sistema ha completato da solo tutta la procedura, passando dal rilevamento all’identificazione del target, fino a selezione del target e ingaggio, tutto grazie all’Intelligenza Artificiale.

La dimostrazione, realizzata nell’ambito del programma Affordable Loitering Modular Ammunition (ALMA) di BAE Systems Bofors, mostra i progressi dei droni dotati di AI autonoma, ma accende anche il dibattito sui rischi delle armi capaci di decidere senza l’ordine esplicito di un essere umano.

Il test ALMA e le potenziali implicazioni

L’esperimento si è svolto durante il Winter Demo 2026, un evento di tre giorni organizzato a Karlskoga, in Svezia, con la partecipazione di circa 20 startup e aziende tecnologiche.

Il progetto ALMA punta a sviluppare una loitering munition a basso costo, cioè un’arma senza pilota in grado di sorvolare un’area, cercare un obiettivo e colpirlo dopo averlo identificato.

Per la componente software, BAE Systems Bofors si è affidata a Scaleout Systems, startup con sede a Uppsala e nata nel 2018 grazie ad alcuni ricercatori dell’Università di Uppsala.

Secondo quanto riportato da Ars Technica, Scaleout ha inizialmente sviluppato sistemi di machine learning capaci di funzionare sull’hardware di veicoli commerciali e altri dispositivi.

Dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia nel 2022, l’azienda ha spostato una parte crescente delle proprie attività verso il settore della difesa.

Andreas Hellander, cofondatore e amministratore delegato di Scaleout Systems, ha spiegato che l’obiettivo è portare l’elaborazione dei dati dei sensori direttamente sui dispositivi impiegati sul campo, così da offrire agli alleati della NATO un vantaggio strategico.

Il sistema non utilizza modelli di frontiera come quelli sviluppati da OpenAI o Anthropic.

Scaleout preferisce modelli più compatti, progettati per funzionare su dispositivi embedded e sistemi informatici con risorse limitate.

Durante la prova suddetta, l’AI ha analizzato le immagini catturate dal drone, ha riconosciuto gli oggetti presenti nell’area, ne ha stimato la posizione geografica e ha attribuito a ciascuno un livello di priorità.

Il veicolo corazzato da genio ha ricevuto il punteggio più alto, con il drone ha quindi impostato la rotta verso il bersaglio per rilasciare sullo stesso l’esplosivo.

L’intera elaborazione è avvenuta a bordo del velivolo, senza inviare dati a server esterni.

Airolit S1: potenzialità e limiti del drone autonomo

Secondo alcune fonti, il drone utilizzato nelle prove artiche era un Airolit S1 equipaggiato con un modulo NVIDIA Jetson Orin Nano e con il modello di riconoscimento degli oggetti YOLOv8 Nano.

Per catturare immagini delle vicinanze, il drone opera con riprese da 30 fotogrammi al secondo, con una velocità di movimento che può superare i 70 chilometri orari.

In una delle prove, la fase di ricognizione è durata circa 200 secondi e l’intera missione si è conclusa in meno di 320 secondi.

L’assenza di un collegamento radio continuo rappresenta un vantaggio in uno scenario caratterizzato dalla guerra elettronica.

Un drone capace di cercare e selezionare un bersaglio senza dipendere da un centro di comando può continuare a operare anche quando il segnale viene disturbato o oscurato.

Questa caratteristica riduce l’efficacia delle tecniche di jamming e aumenta la probabilità che il velivolo completi la missione.

L’autonomia, tuttavia, introduce anche rischi più elevati.

Un malfunzionamento, un errore di classificazione o un cambiamento nelle condizioni del campo di battaglia potrebbero portare il sistema a scegliere l’obiettivo sbagliato, con conseguenze devastanti.

Nello specifico, la prova non era completamente priva di supervisione umana: gli operatori avevano definito i parametri della missione, un utente aveva premuto il pulsante di avvio e un pilota era rimasto disponibile per sicurezza. Lo stesso, però, non è dovuto intervenire e il drone ha portato a termine l’azione senza comandi diretti.

BAE Systems Bofors ha presentato l’evento come un’occasione per promuovere l’innovazione nel settore della difesa e, durante una tavola rotonda, il ministro della Difesa svedese Pål Jonson si è espresso a riguardo, affermando come vi sia bisogno di più attori e imprenditori impegnati nell’industria della difesa.

La scelta autonoma dei bersagli è una realtà dagli anni ‘90

La tecnologia non costituisce il primo esempio di arma capace di selezionare in modo autonomo un bersaglio.

La munizione circuitante israeliana Harpy, operativa dagli anni ‘90, può individuare e attaccare emettitori radar le cui posizioni non erano note al momento del lancio.

La novità del test di Scaleout riguarda soprattutto la combinazione tra diversi elementi che si aggiungono a una base già solida, ovvero dimensioni ridotte, elaborazione edge, assenza di collegamenti esterni e capacità di completare l’intera catena operativa.

Il risultato arriva pochi giorni dopo un accordo internazionale sulle armi autonome.

Il 5 settembre 2026, i 128 Paesi aderenti alla Convention on Certain Conventional Weapons hanno approvato a Ginevra un testo non vincolante che potrebbe aprire la strada a future regole internazionali.

Reuters ha riferito che Stati Uniti e Russia hanno sostenuto modifiche dell’ultimo minuto, anche sui concetti di giudizio e controllo umano.

Nicole van Rooijen, direttrice esecutiva della coalizione Stop Killer Robots, ha dichiarato che tre anni di lavoro sono stati sostanzialmente “diluiti” nelle ultime ore di trattative.

Scaleout Systems è entrata nel 2025 nel programma Defence Innovator Accelerator for the North Atlantic (DIANA) della NATO, attraverso il progetto Federated Aerial Intelligence for Recon.

A giugno, l’azienda ha condotto un’altra dimostrazione presso una base dell’aeronautica svedese, mostrando il funzionamento dell’AI anche dopo la perdita del collegamento con il centro di comando.

Per ora, queste prove restano dimostrazioni controllate e non equivalgono a un ordine ufficiale della NATO o a un impiego operativo.

La domanda più delicata rimane però aperta: se un drone perde il contatto con il proprio centro di comando e nessun essere umano può intervenire, in base a quali criteri decide se colpire?

Articoli Correlati

Ultime News

Diritto&Bit

È davvero utile registrare un marchio sonoro per tutelarsi dai deepfake?

  La scelta è giuridicamente legittima e sarà interessante verificare se il deposito supererà l'esame dell'ufficio competente. Ma il punto, in realtà, non è questo. È un altro. A cosa serve davvero? La nostra…

Underwater

Un siluro Mk 48 lanciato da un drone: il test storico di AUKUS

AUKUS: il sottomarino autonomo britannico XV Excalibur lancia un siluro americano Mk 48 Negli scorsi giorni, diversi siti che si occupano di tecnologia hanno riportato l’attenzione sul test condotto al British Underwater Test &…

SOVRANITA' DIGITALE UE
Global

Sovranità Digitale Europa: Cloud USA, Techflation e Costi Nascosti

I costi per i soli servizi cloud e software acquistati in Europa da fornitori americani sono pari al costo della bolletta energetica del continente La società di consulenza francese Asterès, su incarico del Cigref…

Europa

Il rischio nell’AI Act: la prima cosa da capire è che non esiste un termometro

La comoda immagine dei quattro livelli Da quando si discute del regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), una delle rappresentazioni più diffuse è quella della piramide dei rischi: rischio inaccettabile, rischio alto, rischio limitato e…

Pillole Cyber

L’attacco hacker al Ministero degli Affari Esteri e la risposta delle infrastrutture critiche nazionali

La reazione coordinata delle infrastrutture di sicurezza L’aggressione digitale, strutturata per inondare i server di richieste fittizie e provocare la paralisi dei servizi digitali della diplomazia nazionale è stata rivendicata dal noto collettivo filorusso…

Cyberwar

ransomware-low-cost
Cyberwar

Ransomware low cost: un attacco con l’AI costa meno di 4 dollari

La testata giornalistica, specializzata in cybersecurity, ha portato alla luce una complessa infrastruttura criminale, quasi totalmente automatizzata grazie all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale. Questa, a quanto pare, è gestita da un affiliato di The Gentlemen, ovvero…

MARINA COREA DEL SUD IA
Cyberwar

La Marina sudcoreana conduce il primo test di sminamento con l’IA

Il test congiunto con Hanwha Systems a Busan L'esercitazione, guidata congiuntamente dall'azienda della difesa sudcoreana Hanwha Systems, si è svolta presso una base navale nella città portuale sudorientale di Busan. L'operazione ha coinvolto il…

Droni-guerra
Cyberwar

Il Futuro della guerra: perché i droni non vinceranno i conflitti da soli

Nel contesto bellico odierno, oltre all’intelligenza artificiale, uno dei fattori più determinanti sembrano essere i droni. Se molti, più o meno esperti, vedono in questa tecnologia il futuro della guerra, esiste chi va controcorrente,…

Spazio

Spazio

Da Star Trek alla guerra nello spazio: cyberattacchi, aziende private e nuove frontiere del diritto internazionale

Il cyber armamento dello spazio: quando la sicurezza orbitale incontra la cybersecurity Le moderne infrastrutture spaziali dipendono da reti di comunicazione, software, centri di controllo, servizi cloud e catene di fornitura digitali. In questo…

CYBERSPAZIO
Spazio

Spazio e cyberspazio: il nuovo fronte della sicurezza nazionale italiana

Spazio e cyberspazio: un ecosistema strategico interdipendente Quando un satellite viene disturbato, compromesso o reso indisponibile, gli effetti non restano in orbita. Possono incidere sulle comunicazioni, sulla navigazione satellitare, sul coordinamento militare e su…

RAPIDUS MOON SEMICONDUCTOR
Spazio

Dalla Luna a TSMC: i piani ambiziosi di Rapidus per il futuro dei semiconduttori

Lo stabilimento per la costruzione di chip sulla Luna Intervenendo a Washington durante una conferenza organizzata dal think tank statunitense Hudson Institute, Koike ha presentato il progetto lunare definendolo un piano serio e concreto.…

Cavi Sottomarini

Underwater

Un siluro Mk 48 lanciato da un drone: il test storico di AUKUS

AUKUS: il sottomarino autonomo britannico XV Excalibur lancia un siluro americano Mk 48 Negli scorsi giorni, diversi siti che si occupano di tecnologia hanno riportato l’attenzione sul test condotto al British Underwater Test &…

Robot-subacquei
Underwater

Russia prepara 1.000 robot subacquei per ispezioni e riparazioni navali

Il progetto nasce soprattutto dall’esigenza di ridurre i tempi necessari per intervenire sulle infrastrutture offshore dopo un incidente. L’unità ingegneristica di USC afferma che la mobilitazione di una nave convenzionale può richiedere da 4…

China-Pesce-Robot
Underwater

La Cina potrebbe usare pesci robot per operazioni militare segrete

Il BG-5V, infatti, è un vero e proprio robot subacqueo biomimetico sviluppato da Boyagongdao Marine Technology Group. Questo è pensato per muoversi in autonomia e svolgere attività di sorveglianza. Come riportato da TechRadar in…