La spesa per la sicurezza informatica continua a registrare una forte crescita, con oltre l’80% degli intervistati che prevede di aumentare i budget fino al 2027.
Tuttavia, tale crescita viene diluita su un mandato molto più ampio. I responsabili della sicurezza devono continuare a difendere l’azienda tradizionale e, allo stesso tempo, proteggere i sistemi di IA, rispondere alle minacce abilitate dall’IA e valutare una marea di nuovi strumenti di sicurezza basati sull’IA.
La posta in gioco si alza per i leader della cybersicurezza
L’IA sta estendendo ciò che le organizzazioni devono proteggere. I Chief Information Security Officer (CISO) devono ancora proteggere reti, endpoint, ambienti cloud, applicazioni, dati, identità ed ecosistemi di terze parti.
Ora devono anche implementare controlli per modelli, agenti, copilot, prompt, dati di training, dati sintetici, codice generato dall’IA e identità non umane. La maggior parte delle organizzazioni si trova ancora nelle fasi iniziali di questa transizione.
Allo stesso tempo, l’IA sta modificando l’economia degli attacchi. Sebbene la possibilità che gli agenti di IA vengano impiegati per violare difese di cybersicurezza complesse desti preoccupazione già da diversi anni, il recente rilascio di svariati modelli di IA di frontiera ha reso questa prospettiva una realtà.
Questi modelli sono ora in grado di identificare e sfruttare vulnerabilità software con una velocità, una scala e un livello di autonomia difficili da immaginare fino a pochi anni fa. Uno di essi ha individuato migliaia di vulnerabilità ad alta gravità nei principali sistemi operativi e browser, comprese falle che erano sopravvissute ad anni di revisione umana e test automatizzati.
Questa è la nuova realtà per i CISO. I budget aumentano, ma la complessità cresce più rapidamente. I fornitori storici chiedono ai clienti di pagare di più per le funzionalità basate sull’IA.
Le startup native di IA sfidano le categorie consolidate. Nuovi fornitori emergono per proteggere rischi specifici dell’IA che a fatica esistevano pochi anni fa. Il risultato è un mercato della cybersicurezza più selettivo.
Le aziende continuano a investire per mettere in sicurezza i sistemi di IA, contrastare le minacce guidate dall’IA e adottare strumenti di sicurezza basati sull’IA. Tuttavia, subiscono anche la pressione di dover ottimizzare i budget, ridurre la complessità dei fornitori e distinguere la vera innovazione dal rumore commerciale legato all’IA.
Tendenze chiave e dati di mercato
-
La spesa informatica continua a crescere, ma alcune categorie sono più attrattive di altre. La cybersicurezza rimane uno degli ambiti più resilienti della spesa tecnologica aziendale. La spesa complessiva è cresciuta del 12% nel 2025, ben al di sopra del 7% previsto, e le aziende continuano ad aumentare i budget, in gran parte per la necessità di proteggere un portafoglio in espansione di asset e sistemi di IA. La maggior parte dei CISO prevede che gli aumenti di spesa guidati dall’IA proseguiranno per un altro anno o due prima che i budget si stabilizzino. Le categorie di prodotti di sicurezza specifiche per cloud, dati e threat intelligence rappresentano le priorità più elevate, con oltre la metà dei CISO che dichiara di voler aumentare la spesa in questi ambiti.
-
La maggior parte delle aziende ha adottato controlli di sicurezza specifici per l’IA minimi. Nonostante la crescente importanza dell’IA per le imprese e l’aumento della spesa informatica, le aziende presentano ancora lacune di copertura man mano che il perimetro di protezione si allarga a sistemi e agenti di IA. Solo il 41% degli intervistati dispone di politiche formali di governance dell’IA e appena il 23% ha applicato monitoraggio o logging sugli agenti. Meno del 20% ha adottato il monitoraggio dello shadow AI, il rilevamento dei prompt injection o la governance delle identità non umane. Ciononostante, i nostri dati dimostrano che queste misure sono fortemente correlate a una migliore cybersicurezza: i CISO con un’adozione più elevata di tali controlli hanno registrato una probabilità nettamente inferiore di subire impatti significativi derivanti dallo sfruttamento di vulnerabilità dell’IA, fughe di dati verso strumenti di IA o l’uso di shadow AI tra i dipendenti.
-
Le minacce abilitate dall’IA sono state segnalate dall’89% delle aziende nell’ultimo anno. Quasi nove aziende su dieci hanno riscontrato attacchi basati sull’IA negli ultimi 12 mesi, tra cui un 35% che ha subito un impatto finanziario o operativo rilevante. L’azienda media del nostro sondaggio ha riportato tre violazioni significative e 25 incidenti legati a dati sensibili nello stesso periodo. Con la crescita delle capacità dei modelli di IA e la crescente disponibilità di potenti modelli open-source, prevediamo che questo trend continuerà.
-
I laboratori di IA di frontiera e i giganti delle piattaforme di sicurezza stanno vincendo la battaglia degli strumenti per la sicurezza dell’IA. I CISO preferiscono i laboratori di IA di frontiera per le soluzioni di sicurezza integrate con l’IA, seguiti a ruota dai vendor di piattaforme di sicurezza storici come CrowdStrike e Microsoft. I provider di hyperscale e le startup arrancano notevolmente, vincendo spesso i contratti per facilità di integrazione o in nicchie di sicurezza specifiche.
-
Il consolidamento delle piattaforme rimane un trend rilevante. Il consolidamento sta subendo un’accelerazione e la maggior parte dei CISO ha già ridotto il numero di fornitori in 18 delle 24 categorie di prodotti monitorate. Le organizzazioni più mature tendono a consolidare per ridurre la complessità, mentre quelle meno mature lo fanno principalmente per contenere i costi. I leader di singole categorie possono ancora vincere, ma per i vendor la fascia intermedia rappresenta una posizione pericolosa: gli acquirenti preferiscono nettamente avere meno fornitori e i player di medio livello potrebbero non riuscire a differenziare a sufficienza le proprie offerte per giustificare un contratto.
Implicazioni finali
Per i CISO, i nostri dati evidenziano quanto rapidamente stia mutando il panorama della cybersicurezza: l’IA genera contemporaneamente nuove vulnerabilità, abilita nuove minacce e alimenta nuovi strumenti di difesa.
Tra i nostri intervistati, nessuno ha risolto definitivamente il problema e tutti si sentono vulnerabili.
Per tale motivo, è fondamentale continuare a investire in soluzioni di sicurezza per proteggere asset e sistemi di IA, integrando offerte basate sull’IA nello stack di sicurezza per contrastare rischi e vulnerabilità crescenti.
Le aziende potrebbero ridurre la spesa in altri settori per riallocare risorse verso le soluzioni più critiche. Per i vendor di cybersicurezza, la differenziazione è fondamentale.
Praticamente tutti i fornitori stanno investendo pesantemente in soluzioni basate sull’IA e i clienti sono disposti a pagare di più per strumenti di sicurezza realmente efficaci. Molte aziende, tuttavia, promettono troppo su offerte che non sfruttano davvero l’IA e non garantiscono risultati migliori.
Per gli investitori, i nostri dati dimostrano che l’IA non sta sostituendo il mercato della cybersicurezza, bensì lo sta accelerando, alimentando una maggiore domanda sia per i vendor storici che per le startup.
Si aprono così crescenti opportunità, a patto di selezionare aziende in grado di offrire una reale differenziazione rispetto a prodotti “me-too” dotati solo di una funzionalità IA superficiale.




















