Dalla fiera al campo di addestramento
Dopo i recenti eventi come i World Humanoid Robot Games, dove i robot si sono cimentati in attività di corsa e boxe, il quotidiano ufficiale dell’Esercito Popolare di Liberazione (PLA Daily) ha esortato i ricercatori ad accelerare il trasferimento tecnologico dai laboratori ai campi di addestramento militare.
Un’analisi condotta da Reuters su oltre 100 documenti tra bandi di appalto, studi accademici e brevetti ha evidenziato che la Cina sperimenta applicazioni militari per i robot umanoidi già dal 2025.
L’obiettivo principale non è solo costruire macchine più efficienti, ma sviluppare tecnologie avanzate di percezione, manipolazione fisica e raccolta dati.
Ambienti urbani e missioni pericolose
Tra i principali casi d’uso militari figurano le operazioni negli ambienti urbani.
Uno studio del 2025 condotto dai ricercatori della National University of Defense Technology ha simulato l’uso di sei robot da combattimento – tra cui umanoidi, cani robot e veicoli terrestri – per bonificare edifici nemici piano per piano.
Altri scenari prevedono:
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Infiltrazioni dietro le linee nemiche;
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Mappatura del territorio e individuazione di bersagli;
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Raccolta e marcatura di dati da telecamere, radar e sensori di movimento (oggetto di un bando di appalto da circa 300.000 dollari nel giugno 2026).
Il grande vantaggio risiede nella sicurezza: sostituire i soldati umani con macchine “spendibili” in zone ad alto rischio, sfruttando strumenti e spazi originariamente progettati per le persone.
Tuttavia, permangono limiti strutturali importanti, come l’alto consumo energetico e l’affidabilità ridotta in contesti imprevedibili.
Il modello ibrido: robot controllati dall’uomo
L’industria della difesa cinese, inclusa la società statale Norinco, ha sviluppato il robot Fuxi, pensato per compiti di sentinella, pattugliamento e missioni pericolose.
Fuxi può essere azionato da remoto, permettersi un controllo umano diretto anziché affidare ogni decisione al software di bordo.
Questo approccio ibrido solleva interrogativi cruciali sul livello di controllo umano quando i robot verranno dotati di armi, sebbene il dibattito interno all’Esercito Popolare di Liberazione contempli la verifica umana prima che un robot possa aprire il fuoco.
Il vantaggio industriale della Cina
Il vero punto di forza della Cina non risiede nei singoli modelli di robot, ma nell’infrastruttura industriale retrostante.
Nel 2025, i produttori cinesi hanno rappresentato circa il 95% delle spedizioni globali di robot umanoidi.
Mentre anche gli Stati Uniti portano avanti ricerche simili, il massiccio ecosistema produttivo cinese garantisce a Pechino una base di sperimentazione senza pari.
Sebbene non vi siano ancora prove di reparti operativi dotati di umanoidi armati, gli esperti stimano che tali tecnologie potrebbero diventare realtà concreta nel giro di cinque o dieci anni.




















