Abbiamo avuto notizia che il Consiglio dell’Unione europea e il Parlamento europeo hanno raggiunto il 7 maggio 2026 un accordo (provvisorio) sulle modifiche al Regolamento europeo in materia di intelligenza artificiale (AI Act), nell’ambito del pacchetto chiamato “Omnibus VII”.
La proposta “Digital Omnibus” è una vasta riforma europea, pubblicata il 19 novembre 2025, che mira a semplificare e razionalizzare le normative in materia di digitale esistenti in UE, come GDPR, AI Act, Data Act e NIS2. Tale proposta punta a ridurre i costi di conformità per le imprese, migliorare la coerenza normativa e stimolare la competitività europea, anche assecondando quanto emerso nel “Rapporto Draghi”. L’accordo provvisorio sembrerebbe raggiunto sulle modifiche relative all’applicazione dell’AI Act ai sistemi di IA ad alto rischio, (con la previsione di un rinvio di alcuni obblighi), sulla ridefinizione del ruolo dei macchinari e sull’introduzione di un meccanismo per limitare specifici requisiti quando la normativa settoriale garantisce protezioni equivalenti.
Di fatto, il Digital Omnibus è una sorta di “Testo Unico” (o forse meglio dire un “Mille Proroghe”!) per provare a fare ordine nell’ormai ipertrofica normativa europea in materia di digitale.
Questo a parole.
La realtà è che la frastagliata normativa UE oggi è un rebus difficilmente decifrabile e alle normative citate sopra ne andrebbero aggiunte molte altre, ed è difficilissimo coordinarle tra loro, perché tutte prevedono adempimenti simili, l’istituzione di diverse Autorità e/o Agenzie e/o Comitati e ovviamente sanzioni teoricamente comminabili.
In verità, la tecnologia va avanti, si evolve esponenzialmente, ingurgita voracemente dati (i nostri dati) e ovviamente l’uso delle tecnologie digitali è massivo e globale.
Comunque il Digital Omnibus continua lentamente la sua strada, e prima o poi giungerà a termine, attraverso confronti (più o meno) serrati tra Commissione, Parlamento e Consiglio, dove vengono anche acquisiti pareri preoccupati di EDPB e EDPS, e vengono richieste a gran voce proroghe per le stringenti regolamentazioni dei sistemi di IA ad alto rischio, anche in merito a prodotti già regolamentati (come i dispositivi medici).
L’effetto ovvio è che la tecnologia vada avanti indisturbata, con poche regole, ma confuse.
Resto dell’avviso che ci vorrebbe un’unica normativa primaria sui dati e un’unica Authority autorevolissima …e soprattutto tanta formazione e cultura per favorire lo sviluppo di competenze interdisciplinari e consapevolezza diffusa.
Intanto, siamo in uno stagnante guado, a prescindere da quando il Digital Omnibus vedrà la luce e sarà ufficialmente pubblicato.
E tanti Auguri all’innovazione digitale.





















